“Non lo voglio più, c’è ancora la garanzia per questo tatuaggio?”
Via _: http://oddee.com/
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iDon’t have a real keyboard – iDon’t run simultaneous apps – iDon’t…
E il nuovo Motorola in commercio da Verizon Wireless che monterà android. La campagna promozionale comparativa è tutta giocata sul claim iDon’t, che fondamentalmente cita tutto quello che iPhone non fa ma che farà Droid.
Via_: http://www.ilsole24ore.com
Link _: http://phones.verizonwireless.com/
Grandi i creativi che lo hanno proposto ma è un fake, WWF non accetta campagne dai toni troppo forti.
Via _: http://www.adverblog.com/
Link _: http://www.mediabistro.com/
Dopo un’analisi macroeconomica del traffico effettuato dai pirati somali negli ultimi anni, Wired propone un flash game rts per diventare ricchi assaltando navi cargo, petroliere e pescherecci.
Link _: Wired.com
E adesso vediamo Steeve Jobs come risponde a questa… Diranno che lo avevano già brevettato loro probabilmente..
Via _: etechs.it
<< Sai che i produttori tradizionali di biancheria applicano quasi un terzo di libbra (ca 50 grammi) di fertilizzanti chimici e pesticidi per ogni libbra di cotone raccolto? Ora, perchè dovresti volere quella fabbrica vicino alla tua bellissima e delicata pelle? Questa biancheria ha coscienza dell’ecosotenibilità, ma con un pizzico di humor!! >>
Via _: Un grazie al lurker Acab
Link _: http://eatorganicpanties.com/
A me piace. Anzi non capisco tutto questo discriminare tra essere e apparire nel mondo canino. Non è detto che siccome uno è un bellissimo e slanciato pastore tedesco allora sia anche stupido. No?
Via _: Repubblica.it
Link _: http://www.ugliestdogs.net
Moba, quasi omonimo del Moma di New York, si trova a Boston ed è il Museum Of Bad Art che si differenzia da tutti i musei del mondo perché ricerca non tanto il concetto di bello, quanto quello di brutto, con tutta una serie di dipinti e opere considerati inguardabili. Oltre 400 pezzi – cita il sito del museo – dei quali a causa dello spazio, e forse anche per decenza, ne vengono mostrati solo una quarantina per volta. Ma dove sta la linea di demarcazione, ci chiediamo? Se è tanto difficile capire la bellezza di un’opera, a volte misurabile solo anni dopo la morte dello stesso artista, solo grazie al lavoro di esperti… non è altrettanto difficile capirne la bruttezza? E chi lo dice poi all’artista?
Via_: repubblica.it