Con la velocità dalla mia e il fondo scivoloso premevo con la punta del piede anteriore la valle, e la mia regina entrava in curva spingendo il mio corpo a ruotare verso sinistra e il viso, dopo l’intera rotazione, a guardare la montagna. Da quella posizione, spalle rivolte alla vallata, inclinato sul lato frontale che pareva di ballare sulle punte, ero tutt’uno con quel pezzo di legno, naturale prolungamento di un corpo umano, quasi che l’evoluzione della specie “uomo” sul pianeta “neve” mi avesse palmato i piedi come natura a fatto con gli esseri anatidi del pianeta terra. Quando entrava in curva la mia regina sembrava una dama d’altri tempi, decisa e soffice nel contempo e accompagnata da una pressione lieve del manto sotto di lei. La curva sul backside, con poca pressione del mio tallone anteriore era il momento di coesione massima fra me e lei, che orgogliosa fendeva la neve in maniera del tutto simile a una barca a vela quando inizia a virare. Il silenzio e il rumore di vento si alternano nei padiglioni auricololari. In quest’andatura di bolina abbassavo la spalla anteriore verso la punta come a cazzare una vela invisibile; e lei stringeva sempre più la curva alle mie spalle. Le spalle girano, il collo ruota, il raggio di sciancratura ridisegna la neve, e la mia signora si inclina lievemente trovandosi angolata al monte, il mio sguardo a valle.
E tra la terra e il cielo… soltanto la nostra danza.
La mia tavola da snowboard ha ceduto un giorno, senza incolparmi per il mio peso e senza lamentarsi, senza citare i troppi salti fatti insieme, ma così, senza applausi, è uscita di scena. Si è rotta.
Mi scrive Patrick di Burton Austria, operatore del customer care ma emanazione diretta del potere dell’imperatore e fondatore Jake Burton, semi divinità che si è inventata lo snowboard diversi anni fa, che oggi dal suo castello d’oro statunitense, circondato da montagne di neve d’oro e skilift di cristallo; seggiovie di argento e conigliette di playboy al posto dei soliti addetti alla manutenzione, decide quali tavole vanno graziate e quali no. Scrive Patrick:
…tuttavia, in via del tutto eccezionale e considerato il fatto che sei stato finora un ottimo cliente, hanno deciso di accreditarti la tavola, permettendoti cosi’ di poter prenderne un’altra nel negozio dove hai effettuato il primo acquisto… Mai dubitare di Burton! Ciao.
Contravvenendo le regole del marketing più ovvie e dimostrandosi senz’ombra di dubbio la migliore casa di snow board al mondo, Burton ha preso una decisione. Ed io, da questo piccolo pulpito, ci tengo a ringraziare. Di modo che un gesto pulito, in questo mondo di consumi feroci e grande distribuzione selvaggia, possa esser noto ai più. E per darvi anche qualche consiglio per gli acquisti del prossimo inverno.
PS: adesso non vorrei che tutti iniziassero a spakkare le proprie tavole e a spedirle in austria, Patrick ha detto in via del tutto eccezionale!