Pare che i poveri abitanti di rapa nui abbiano visto la fine della propria civiltà nel momento in cui l’isola non ebbe più nulla da offrire al loro sostenamento. Raccontano infatti alcune teorie, che tutti i boschi di Pasqua vennero disboscati e che ben presto l’isola rimase senza flora e quindi inabitabile. Il legname consentiva agli autoctoni di spostare le grosse facce di pietra rese famose da un’altrettanto famosa faccia di bronzo, quella di Kevin costner, nel film, ‘l”uomo che sussurrava agli uccelli rapanui”. Ma non travisiamo. Questi dovevano spostare enormi facce scolpite nella pietra facendole scorrere su tronchi levigati. (??) E già questo ci dice molto sulla loro intelligenza.

Cioè perdevano un paio di decadi a scolpire un faccione, anche simpatico, per carità, nulla da dire, e se pensate che noi per fare un’asfaltata dritta che colleghi Salerno a Reggio Calabria ci mettiamo 60 anni, le cose tornano. Poi una volta costruite le facevano rotolare su tronchi fino alle spiaggie, dove le ergevano. Questa cosa delle faccie di pietra, per quanto comica, non può non aprire la strada alle considerazioni più ovvie.
1 – Abitare isole sperdute provoca danni irreparabili al cervello?
2 – Ci si sposa tra cugini e cugini e già dopo tre generazioni si vedono i risultati di questa mescolanza genetica?
3 – E’ possibile pensare che stare tutto il giorno ad osservare il mare, provochi disfunzioni erettili e spinga alle azioni più violente per sentirsi ancora maschi dominanti della specie uomo? Comprova scientifica ne sarebbe il fatto che tutte le organizzazioni mafiose ad oggi conosciute si sono sviluppate sempre vicino al mare.
Oggi abbiamo un nuovo caso di studio. Le Far Oer sono un arcipelago che si trova tra Scozia Norvegia e Islanda, nell’oceano atlantico. Ed il risultato di questa condizione geografica è il massacro annuale dei deflini. Devono sentirsi proprio soli, in mezzo al mare, sti poveracci. Sti poveri co…
Partecipa all’iniziativa: “più figa per gli abitanti delle far oer. Donando pochi euro potrai far pervenire agli abitanti delle Far Oer un utero in affitto con gameti totalmente estranei all’isola, possibilmente di una sherpa imalaiana, di modo che tra 5 o 6 generazioni, la promisquità genetica torni in parità ed i giovani abitanti dell’arcipelago, così come le balene delfino, possano sopravvivere ad un destino certo di menomazione cerebrale”.