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40ena

Pezzo_1

Apro la porta della macchina e il guanto da chirurgo si appiccica alla maniglia e schiocca. Io sento un brivido leggero correre, un lieve ansia che sale. Non grave ma seppur leggera, c’è. Il guanto è a posto: posso aprire il bagagliaio e prendere i sacchi con vetro e plastica di 3 settimane. Li svuoto lentamente nelle rispettive campane, pensando di dover comunque stare attento a non toccare i bordi, perché altri prima di me potrebbero inavvertitamente averli toccati. Vado al benzinaio, sono in riserva e in TV parlano di scioperi. Anche lì, stesso discorso, il solo comporre il codice bancomat coi guanti mi infastidisce, e un’operazione prima istintiva diventa una danza di attenzioni.

Ho due camicie e un pantalone. Sono gli abiti che sto centellinando in questi giorni Non c’è crisi atomica, per carità, però io di solito porto tutto a stirare, non saprei manco accenderlo un ferro da tiro, ed ora con tutte le tintorie chiuse, centellino. Le due camicie le uso nelle conference call, durate la settimana. Ogni mattina che so che dovrò sentirmi coi colleghi ne metto una. Poi si decide di fare a telecamere spente e io mi incazzo perché ho sporcato invano una camicia. Quando non la metto, ovviamente, mi chiama il modo telecamera accesa e gatto che passeggia sulla tastiera. Appena entro in casa mi tolgo il pantalone e penso a quante uscite ha fatto fin’ora. 3. Li ho messi 3 volte, una a settimana. Basta? devo già lavarli? Mi chiedo.

Sono sempre stato beffardo e fatalista nei confronti della vita, e della morte, ma in questa situazione seguo una scommessa quasi pascaliana: Sevo farlo? Va fatto? Nel dubbio meglio farlo. Voglio che questa cosa finisca. Voglio riabbracciare i miei genitori e voglio che questa cosa finisca. Quindi mi strofino ardentemente le mani sotto il rubinetto prima di toccare qualsiasi cosa, gatto compreso. Faccio una doccia. Prendo lo shampoo e anche lì, lentamente, un pensiero postbellico, da libro di McCarthy mi fa capolino.: forse avrei dovuto compare più shampoo – penso – se mi finisce? Di nuovo: pensiero leggero, ma pensiero presente. Metto lo shampoo… e frego frego frego frego. Poi lascio agire.

Fuori è bellissimo, l’Alto Adige è splendido sempre ma nella mia classifica personale c’è al primo posto l’autunno, poi l’inverno, poi estate e primavera. E la primavera per quanto ultima, oggi è splendida. Guardando fuori mi siedo, docciato, e riaccendo il pc spento da mesi. Scelgo la partizione linux per sentirmi ancora un ragazzino e aspetto l’avvio. Un gatto intanto decide di sedersi sulle mie gambe, probabilmente perché sente profumo di fresco dopo la doccia. Mi annusa le mani su cui comunque ho fatto un giro di simil-amuchina, una sottomarca che ho trovato in un ipermercato per culo.

Guardo il monitor. e con un gatto che inizia a ronfare sulle mie gambe incrociate penso: che faccio? a quest’ora di solito sono al bar di piazza Vittoria, c’è il sole, hanno del buon Lugana, c’è il mercato adiacente. Qui sono un po spiazzato. Leggo? sulla mia scrivania da un paio di settimane, ultimo ordine di Amazon che il corriere mi ha consegnato lasciandomi sulle scale e dicendomi: “Firmo io?”, c’è Michael Foucault, Sorvegliare e punire. Perché questa ansia è duplice, non soltanto ansia dell’ospedalizzazione, ma anche ansia del domani, del complotto mondiale, del fatto che una simile prigionia, nella recente storia occidentale, non si è mai vista. Va fatto, ok. Ma dobbiamo tenere chiaro in mente che una simile privazione delle libertà individuali non si è mai vista prima. Nemmeno nei secoli bui. Devono tenerlo a mente tutti che in questo momento storico solo pochissime grosse corporate spediscono, connettono e controllano. La duplice ansia sala.

WAR IS PEACE
FREEDOM IS SLAVERY
IGNORANCE IS STRENGTH

Ripenso alla mia infanzia, ripenso che non scrivo, non imparo nuove riff con la chitarra, non compilo un kernel linux da diversi anni. Quale migliore occasione quindi di riaprire Orabloggo? Quale migliore momento per tornare a antiche abitudini in cui postavo, condividevo, creavo se non adesso che tutto il mondo rallenta? E questo che leggete, se leggete, è il primo nuovo pezzo di una nuova, vecchia vita.

letture consigliate:
Cormac McCarthy: La strada
Michael Foucalt: Sorvegliare e Punire
Albert Camus: La peste
George Orwell: 1984